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Canti sull'aia colonica
Un approccio divertente alla canzone popolare, ai costumi rurali del secolo scorso è sicuramente rappresentato dal tipico raduno circolare sull'aia colonica con chitarra e "viveri di conforto" (pane, baccelli quando la stagione li rende disponibili, vino, etc.) sul far della sera; l'organizzazione delle famiglie che vivevano dei frutti della terra, dell'allevamento e di altre risorse naturali, non ammetteva notti bianche, rientri a tardivi, etc.: il crepuscolo corrispondeva quasi sempre con il tempo utile per prepararsi al riposo notturno.
Le laboriose giornate iniziavano spesso con l'aurorale canto del gallo e trascorrevano tra le certosine cure per la terra, l'accudimento inderogabile del bestiame e la fattoria pullulava di persone intente nel portare avanti le proprie mansioni senza soluzione di continuità.
Il divertimento in un contesto del genere - che evidentemente non ammetteva del tutto festività (le mucche, i maiali e le galline mangiano anche la domenica e l'annaffiatura delle piante può essere ugualmente necessaria) non poteva che aver luogo nello stesso ambiente domestico in cui avevano luogo anche le altre operazioni produttive; la fattoria doveva in ogni caso mantenersi presidiata da qualcuno ed il suo abbandono - seppur temporaneo - per concedersi ad esempio una vacanza, non poteva essere ammissibile, se non a costo di ingenerare un aggravio di spesa accessorio sul bilancio familiare.
Non è ovviamente della grande proprietà terriera che stiamo parlando, ma della piccola attività agricola, soggetta alle intemperie e ai capricci del tempo e condizionata dall'intercedere delle stagioni.
Molto spesso l'attività produttiva stessa si trasformava in un motivo di festeggiamento ed i rituali, le distrazioni, il divertimento finivano per consumarsi durante il lavoro stesso: in Toscana può essere estremamente paradigmatica la vendemmia autunnale, momento dell'anno in cui convenivano nel contado e nelle fattorie decine di giovani e improvvisati braccianti, capaci di trasformare la pigiatura delle uve in un pittoresco susseguirsi di canti e balli a piedi nudi, in cambio di un piatto di zuppa la sera stessa; le aie si animavano durante le operazioni produttive, mitigando le dure fatiche e con lo stesso spirito le famiglie rurali riconoscenti verso i propri volenterosi collaboratori, imbastivano in loro onore tavolate a cui questi ultimi si sedevano festosamente non appena terminato il lavoro.
Ciò non costituiva una forma retributiva vera e propria in una campagna in cui la stessa circolazione monetaria doveva essere molto lenta e un'occasione rituale di socializzazione, di incontro e di divertimento che spesso faceva da sfondo a fidanzamenti o costituiva pretesto per annunciare matrimoni: un'immagine bucolica di persone sudate e affaticate, ma paghe e soddisfatte di quanto fatto in nome e in ragione di una collettività che a quel vitale e spontaneo contributo attingeva senza poterne ragionevolmente fare a meno.
Il percorso intende rievocare in piccolo e senza eccessive pretese di tematizzazione o di ricostruzione storica, restituire l'atmosfera di quei momenti straordinari che inconsapevolmente hanno contribuito in maniera determinante alla costruzione della società odierna.
Chitarra alla mano e l'interazione con e fra i partecipanti a questo simpatico simposio agreste sono gli ingredienti primari di questo percorso.
Costo a Persona: 25,00 € a Persona comprensive dei "generi di conforto"; supplemento di 10,00 € a Persona e su richiesta con anticipo di almeno un mese per la presenza aggiuntiva di una caratteristica fisarmonica
Durata: circa 3 ore
Numero min di Partecipanti: 10
Giorno previsto per lo svolgimento: esclusi Venerdì, Sabato e Domenica all'imbrunire e in condizioni meteorologiche ottimali
Per Informazioni, Iscrizioni e Contatti rivolgersi a Alessio Niccolai al numero 347/1069260, per eMail all'indirizzo
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